And now I think I’m sick and I wanna go heim.

Guardare “Heima” è già un’esperienza in sé, con questa perfetta combinazione di musiche e immagini da sogno. Guardarlo dopo essere stati da quelle parti fa ancora più male. Sarà la nostalgia.

Per chi non lo ricorda le tappe su cui si snoda quel piccolo tour 2006 dei Sigur Ros (ecco il loro diary tour… nel dvd le tappe sono disposte inspiegabilmente in altro ordine) sono queste:

* Olafsvik: Celo! È una cittadina (non particolarmente speciale, a dir la verità) situata all’estremità ovest nella penisola di Snaefellsnes, penisola incantevole che in poco spazio racchiude tutte le caratteristiche dell’intera Islanda (ghiacciai, attività geosismica, vulcani, fiordi, ossa di balena, antichi insediamenti vichinghi e irlandesi).

* Isafjordur: Manca! Forse è il mio più grande rimpianto non essere riuscito a visitare i fiordi nord-occidentali e la sua “capitale”. Ma sta’ tranquilla, Isafjordur, tornerò..

* Selardalur: Manca! Situata anch’essa sui fiordi nord-occidentali sarà anch’essa una meta futura, soprattutto per visitare quello che in Heima si vede bene: le rovine della fattoria di un artista locale e il suo giardino, pieno di vecchie e bizzarre statue nonché la replica pazzoide della fontana dei leoni dell’Alhambra.

* Djupavik: Manca! Posto incredibile sulla parte est dei fiordi nord-occidentali: una fascinosissima fabbrica di aringhe abbandonata oramai da quasi 40 anni. Il concerto del tour dev’essere stato davvero indimenticabile a quanto si vede. Ora lì ci sono 7 case e un hotel: tenetemi pronto un bicchiere di Brennivin, per favore.

* Oxnadalur: Celo! I Sigur Ros fanno un concerto all’aperto in questa vallata (non lontano da Akureyri), che abbiamo attraversato per spostarci ad ovest nel nostro viaggio.

* Reykjavik: Celo! Ovviamente celo. La capitale è piccola, accogliente e affascinante, con i suoi locali accoglienti, la popolazione gentile e gli angoli interessanti. E poi c’è il 12 Tonar, che ve lo dico a fare?

* Kirkjubaejarklaustur: Celo! Un piccolo villaggio sulla costa sud, tra Vik e Hofn, nel dvd i Sigur Ros fanno un concerto accompagnati da un cantore di rimur e le immagini mostrano anche la cena tipica in costume svoltasi quella sera (del cibo dicono: rotten shark, salt fish, sheep’s heads and other food you might think at least twice about). Quella zona l’abbiamo visitata con un tempo davvero inclemente ma devo dire che le cose interessanti non sono mancate e Kirkjubaejarklaustur non penso possa venir definita tale, piuttosto ricordo il ghiacciaio Vatnajokull, la cascata Svartifoss e Jokulsarlon, la laguna dei ghiacciai.

* Karahnjukar: Manca! No, Celo! No, manca! Beh, si tratta del piccolo set acustico di protesta contro la diga costruita nella regione occidentale dello Snaefell con uno strascico di polemiche ancora adesso infuocate. La diga non l’ho vista ma vi assicuro che l’altipiano è incantevole anche se per attraversarlo bisogna percorrere una strada sterrata lunga parecchi km.

* Seydisfjordur: Celo! Il concerto di Jonsi e compagni davanti alla chiesetta azzurra del meraviglioso paese è caratterizzato dalla nebbia. Per fortuna la mia visita a questo luogo bohemien tra i fiordi orientali è invece baciato dal sole. Olè.

* Asbyrgi: Manca! Si tratta di un canyon a ferro di cavallo situato nel parco nazionale Jokulsargljufur (dalle parti di Dettifoss, per citare un posto famoso), troppo fuori mano per poterlo andare a visitare senza perdere troppo tempo. Peccato perché le immagini del tour sono assai suggestive.

Fine. Anzi, per la verità in Heima si vede anche un inusuale concerto fatto nel ristorante/coffee house di Gamla Borg, registrato qualche mese prima del tour.

Bene, dopo questo post insolitamente lungo per i miei standard come posso giustificarmi? Beh, è la nostalgia, Don Draper ha sempre ragione.

P.s.: ovviamente anche la citazione del titolo è un inno alla nostalgia. I miei compagni di liceo possono capire.

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