Please kill me” di Legs McNeil (uno dei fondatori della seminale fanzine “Punk”) e Gillian McCain (fotografa e scrittrice) parla del punk partendo dagli anni ‘60 (Velvet Underground, Mc5 e Stooges), passando per i New Yorks Dolls e arrivando all’esplosione newyorkese e al conseguente sbarco in Uk. Anzi, in realtà fa parlare direttamente i protagonisti di quel periodo: si tratta infatti di un cut up di tantissime interviste raccolte nel corso di tanti anni (ci sono dichiarazioni e racconti anche di gente morta da tempo come Sid Vicious e Andy Warhol). Ed è per questo che il sottotitolo è proprio “Il punk nelle parole dei suoi protagonisti”.
Si parla poco di musica, tanto dei musicisti, artisti, e gente correlata, si raccontano i loro vizi (tantissimi) e virtù (poche, a sentire gli altri). Tutto gira intorno al vecchio trittico sesso + droga + rock’n’roll e con questo intendiamo dire groupies, malattie veneree, tradimenti, prostituzione, tentati suicidi per ragioni amorose + tossicodipendenza, debiti, morti per overdose, ricoveri ospedalieri, disintossicazioni non riuscite, metadone, siringhe, relazioni interpersonali rovinate + risse sul palco e sotto, pochi soldi, locali squallidi, musicisti troppo sfatti per suonare o incapaci di farlo.
Insomma, 630 pagine di storie, aneddoti, frecciatine, amicizie, malesseri, ricordi legati ad una serie di personaggi e situazioni esagerate, portate all’estremo. Interessante per capire alcuni retroscena, sicuramente è una lettura alternativa rispetto ad una storia del punk più incentrata sulla produzione musicale. Ma si sa, il punk era anche questo.

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