Partiamo con i Moondoggies che ad aprile hanno fatto uscire “A Love Sleeps Deep” (2018), il quarto disco a distanza di 5 anni dal precedente lavoro. A me loro piacciono molto e questo lavoro è interessante, godibile e fascinoso. Io lo metto tra i migliori dischi dell’anno. Potete ascoltarlo interamente su bandcamp.
A proposito di dischi dell’anno come non scrivere due righe su “Tell me how you really feel” (2018) di Courtney Barnett. Parere rapido: disconeee! Parere più ampio: è il degno successore di “Sometimes” ed è un album che cresce con gli ascolti. Ha dimostrato che il noioso disco con Kurt Vile è stato un incidente ed è chiaro che là quella collaborazione non aveva palesemente funzionato. Qui invece ho ritrovato quello che avevo amato in lei e cioè grandi melodie e belle chitarre. E tanta personalità.
Sto ancora cercando di entrarci bene dentro al nuovo disco di Stephen Malkmus e i suoi Jicks. “Sparkle hard” (2018) mi piace di più bel precedente ma devo ancora assimilarlo per bene.
Chiudiamo con uno dei dischi più discussi di questo periodo: “Tranquility Base Hotel & Casino” (2018) degli Arctic Monkeys. Discusso perché per alcuni è un capolavoro per altri una ciofeca. Premessa uno: non sono uno dei miei gruppi preferiti ma un ascolto finisco sempre per concederlo. Premessa due: l’ho ascoltato solo una volta. E secondo me è la conferma che gli AM sono un gruppo che a poco a poco sta alzando il tiro e sta mettendo molta più complessità nella scrittura delle canzoni. Mi sembra la cosa più interessante che hanno fatto finora ma magari finisce che mi annoio in tempi brevi (un po’ come è successo con il resto della loro discografia).

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