Anche qui siamo ancora all’anno scorso, sigh. Iniziamo con “H3+” (2017) di Paolo Benvegnù: il titolo è orribile, il disco invece è bello, il migliore della trilogia delle H, gli altri due erano “Hermann” (2011) e “Earth Hotel” (2014).
Mauro Ermanno Giovanardi continua nella sua tradizione di interprete, questa volta ripescando a piene mani negli anni ’90 con “La mia generazione” (2017), un disco che contiene 13 cover e molti ospiti. Mi è piaciuto il tentativo di fare delle versioni che diano qualcosa in più o di diverso dai pezzi originali, tutti importanti e di rilievo. Il risultato però alla fine è il solito: una cosa più interessante per chi la fa rispetto a chi la ascolta.
“Orfeo l’ha fatto apposta” (2017) di Pietro Berselli è molto interessante, mi ha ricordato gli Albedo quindi se vi va ascoltatelo qui su soundcloud.
Chiudiamo con “Quattro quartetti” (2017), disco in collaborazione tra Emidio Clementi e Corrado Nuccini in cui vengono messi in musica dei componimenti di T. S. Eliot: un lavoro certo non facile ma di grandissimo spessore e probabilmente il miglior disco italiano dell’anno scorso (qui su ImpattoSonoro c’è una bella recensione ).

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