Ho visto “George Harrison: Living in the Material World” (2012), il film documentario di Martin Scorsese (non di certo l’ultimo arrivato): dura tre ore e mezzo ma la visione è fortemente consigliata, ne esce un ritratto fantastico di Harrison sia come uomo, sia come musicista, grazie anche all’utilizzo di filmati d’archivio di proprietà di Olivia Harrison mai trasmessi fino a quel momento. Tante interviste, tante immagini d’epoca e non, completo e godibilissimo (anche se ammetto di averlo visto in due parti).
Le cose più interessanti:
1- George Harrison era amico di tutti e di gente di tutte le tipologie e i campi di interesse (Jackie Stewart, ad esempio. O i Monty Phyton).
2- A proposito dei Monty Phyton: in veste di produttore cinematografico li ha aiutati finanziariamente a fare “Brian di Nazareth”. Cito direttamente da Wikipedia: Quando i dirigenti della Warner lessero lo script, ritirarono improvvisamente la loro parte di finanziamento. George Harrison, venuto a sapere che forse il film non si sarebbe fatto, finanziò con entusiasmo il progetto con 4 milioni di dollari, ipotecando la sua casa. Per produrre il film George Harrison fondò apposta una sua casa di produzione cinematografica, la HandMade Films. Con questa produsse poi svariate pellicole (incluse quelle dirette da Terry Gilliam) sino al 1994, quando fu costretto a venderla. George Harrison compare anche in un cameo nel ruolo del “sig. Papadopoulis” che, vestito di rosso in mezzo a una folla durante una festa, non fa altro che guardare in camera e salutare.

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