Uno dei miei dischi di questo 2017 è senza dubbio l’omonimo album dei Crystal Fairy. Lo sto ascoltando a ripetizione da qualche mese e continua a non calare minimamente. Le canzoni sono grandiose, la parte musicale è un bel macigno esaltante e nemmeno per un secondo risulta pesantemente troppo statica, merito della bella amalgama tra i due Melvins (Dale Crover e Buzz Osborne, ricordiamo) e Omar Rodriguez-Lopez. Dal punto di vista del cantato Teri Gender Bender è riuscita a inserirsi perfettamente nella logica delle canzoni trovando delle soluzioni ottime e variegate, alternando i registri e mischiando le lingue (inglese e spagnolo): riesce a far esplodere le canzoni col suo modo di interpretarle, un po’ punk, un po’ pazzo, un po’ in acido.
Qualcuno ha bollato questo lavoro come un semplice divertissement ma se anche così fosse che c’è di male? Il risultato è sincero, onesto, divertente e qualitativamente altissimo. Negli ultimi anni raramente ricordo un supergruppo capace di fare un disco così riuscito.
Nel caso non l’aveste ancora ascoltato, potete rimediare andando di filata sul loro bandcamp.

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