Iniziamo con uno dei dischi italiani più divertenti del 2016 e cioè “The great maybe” dei Labradors. Perché parlarne adesso? Boh, ma l’importante è ribadire che si tratta di un lavoro da ascoltare.
“Pansonica” dei Marlene Kuntz è un Ep del 2014 contenente delle nuove versioni riregistrate di 7 vecchi pezzi scritti nei primi tempi (dagli esordi a “Il Vile”) e mai entrate nei dischi. Se sono sempre state lasciate fuori dai dischi ufficiali ci sarà un perché, direte voi ed effettivamente a parte l’iniziale Sig. Niente (bella) le altre non mi esaltano (Donna L ha una storia a parte ma preferisco la versione di “Come di sdegno”).
I This Makes Us Human vengono da Roma e fanno ambient/post rock: è un genere in cui oramai è difficile smarcarsi o brillare di luce propria e nemmeno loro riescono a sottrarsi a questa maledizione con il loro disco omonimo (2017), però sono comunque bravini e si spera in una bella crescita.
Chiudiamo con i Fine Before You Came, “Il numero sette” è uscito a fine febbraio e si può definire solamente cosi: spreco totale. Sì perché musicalmente è una bomba, i pezzi sono davvero belli e i suoni pure. La voce invece va a rovinare tutto (sia per il modo di cantare oramai stra-noioso del Lietti, sia per gli effetti che ci hanno messo su). Anche loro rientrano nella mia personale categoria del “Che bello se quel disco fosse cantato da qualcun altro”.