Iniziamo da un disco di oramai due anni fa che mi ero sempre ripromesso di ascoltare, ovvero “Egomostro” (2015) di Colapesce. L’attesa non è stata ripagata e non ho apprezzato molto il lavoro del giovane siciliano: a parte una poca preferenza per un certo tipo di arrangiamenti (cosa comunque trascurabile), è proprio il modo di cantare monocorde e troppo identico a se stesso sempre che mi ha fatto davvero storcere il naso, le linee di cantato finiscono per confondersi tutte, appiattirsi e rendere noiosissimo una serie di canzoni che spesso meritavano una miglior fine.
I Kick (oppure Kick_ con l’underscore finale? Boh! Questa incertezza non va bene!) sono un duo bresciano e il loro primo e recentissimo full lenght “Mother” (2016) è un bel mix di dream pop, trip hop e indie pop.
Gli Scogli Di Zinco vengono invece da Macerata e il loro “Affiorano lenti come ricordi” (2016) è un lavoro che merita sicuramente un ascolto: quattro tracce, un cantato in italiano che riesce bene a raccontare e far immaginare e una parte musicale che si sposa bene e che fa da collante.
Chiudiamo in bellezza con il disco di questa turnata che più mi è piaciuto, quello omonimo (2016) del trio milanese Malkovic: alternative rock davvero di buon livello, con un cantato finalmente convincente. Sono solo 4 pezzi, ma dimostrano che fare un certo tipo di musica in italiano è possibile, senza scadere in banalismi, forzature o brutture. Bravi!

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