Qualche mese fa ho investito pochi spicci su Zoverstock per comprare dei cd usati. In particolare ho preso 4 cd di album che avevo oramai solo in cassetta e che non ascoltavo da parecchio (se si eccettua qualche ascolto in streaming). Nel dettaglio sto parlando dei primi due dischi degli Skunk Anansie e il secondo e il terzo dei Cranberries.
*Skunk Anansie: ricordavo il disco di debutto come molto bello ed effettivamente anche oggi “Paranoid & sunburnt” (1994) tiene botta, è deciso, incattivito, tosto, con bei testi. Una sorta di R.a.t.m. fusi con il brit rock del periodo. “Stoosh” (1996) non è male ma è l’inizio di un percorso che ha portato a poco altro (qualche bel pezzo nel disco dopo che rimane però di livello decisamente più basso) fino ad una situazione presente su cui è meglio soprassedere.
*Cranberries: la scelta su questi due titoli era dovuta al fatto che erano quelli che più avevo ascoltato nella mia adolescenza. A sentire oggi “To the faithful departed” (1996) sono rimasto però deluso, me lo ricordavo più bello, invece ha delle belle canzoni ma spesso si perde ed è il disco di passaggio tra un certo tipo di pop rock raffinato a un rock molto più commerciale, con qualche buon singolo ma fondamentalmente di poco valore. “No need to argue” (1994) invece rimane un lavoro bellissimo, con ottime melodie e canzoni perfette, fragili ma intense, capace di trasmettermi ancora forti emozioni a distanza di tempo.
La morale della storia qual è? Non si sa, forse che il 1994 ha vinto contro il 1996 due a zero.

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