Quando la scena grunge sembrava avere ormai dato il meglio di sé e quando nessuno ormai credeva che fosse possibile superare gli eccessi drogati di gente come Layne Staley o Kurt Cobain, l’arrivo sul proscenio di Scott Weiland cambiò le cose”. Così scrive Cerati nella guida al Grunge di Rumore (correva l’anno 2001). Giovedì notte Scott Weiland ci ha lasciati, nel sonno, sul tour bus, a 48 anni.
Una persona sicuramente difficile ma un cantante e un performer di ottimo livello. Per me lui rappresenta gli Stone Temple Pilots, band che ho amato in quegli anni, soprattutto i primi 3 dischi (ed è incredibile che non ne abbia scritto nemmeno mezza riga sul blog).
“Core” (1992) mi piaceva molto e Creep rimane uno dei miei pezzi preferiti ever.
“Purple” (1994) invece l’ho consumato e adesso ancora lo conosco a memoria. Forse c’era dentro un solo pezzo che non mi esaltava (Silvergun superman), per il resto una scaletta da brividi con una serie di pezzoni uno dietro l’altro, a cui la sua voce donava quello spicco giusto. Dovrei citarle tutte, quelle altre 10 tracce per non fare torto a nessuna.
Anche a “Tiny music” (1996) sono molto legato, perché era il disco in cui erano riusciti a completare la loro evoluzione da band troppo legata a un certo suono/retaggio “grunge” ad uno stile più personale. Ho consumato anche quello e ricordo che la prima volta che ho visto il video di Big bang baby, con i movimenti di Scott davanti alla camera ci sono quasi rimasto.
“N. 4” (1999) è stato un buon disco ma non ero io più in sintonia con loro all’epoca della sua uscita. In quel periodo (mi pare visto che lo ricordo come i primi anni dell’università), riuscivo ad ascoltare RockFm (R.i.p.) e c’era sempre una notizia su Weiland: processo, fuga, arresti domiciliari, fuga, altra roga, rissa, processo. Sembrava che fosse la fine. Invece poi altri progetti in gruppo o solisti che però non mi hanno detto nulla (soprattutto i Velvet Revolver). Per me resta sempre il ragazzo che canta I’m half the man I used to be, this I feel as the dawn it fades to gray.
Addio Scott.

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