Bao ha da poco pubblicato “Fugazi music club” di Marcin Podolec. L’ho comprato, letto e non mi è piaciuto più di tanto. Vediamo perché.
Partiamo col dire che si tratta della storia del “Fugazi” (calmi, il nome deriva da una album dei Marillion), club musicale creato all’inizio degli anni novanta dall’entusiasmo di quattro ventenni polacchi e diventato per due anni il centro della musica alternativa di Varsavia. Una vita breve e intensa la cui fine è stata decretata da storiacce di mafia e mancanza cronica di soldi.
I disegni di Podolec sono belli, quello che manca è un po’ un lavoro sulla sceneggiatura: spesso è la voce narrante che porta avanti la storia, con i disegni a fare da contorno. La cosa non mi piace, preferisco quando la narrazione sia portata avanti da disegni + testi/baloon in contemporanea, così da “dimostrare” come si stanno sviluppando le cose, invece che raccontarle con un ausilio di immagini a supporto. Il modo scelto dall’autore fa sì che ci sia meno immedesimazione e partecipazione diretta da parte mia come lettore. Non so se anche altri hanno avuto questa sensazione. Sicuramente si poteva fare molto di più per rendere vivide e interessanti le travagliate vicende del Fugazi, che rimangono comunque quelle di un piccolo club come tanti e con una storia normalissima.

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