San Francisco è un ponte su cui passiamo per entrare in città. Il fatto che sia probabilmente il ponte più famoso del mondo e uno dei più belli non è poca cosa e rimane la cosa più bella della città.
San Francisco è un pacco enorme di popcorn gusto cheddar e caramello (ci sono voluti 3 giorni per finirlo).
San Francisco è la città più turistica dell’intero viaggio e per tutti i giorni precedenti mi ero scordato quanto possano essere fastidiosi troppi turisti.
Frisco è la bruttissima (e un po’ fascista) Coit Tower e la fascinosa City Lights Bookstore di Ferlinghetti e punto di ritrovo di tutta la beat generation.
San Francisco è la città dove le cose migliori sono i quartieri
San Francisco è un tram milanese che gira per la città.
Frisco è l’Amoeba, il famoso negozio di dischi, enorme, in cui non ho trovato quasi nulla di quello che mi ero prefissato ma non ne sono uscito comunque a mani vuote.
San Francisco è una serie di esperienze culinarie etniche che non lasciano insoddisfatti.
San Francisco era la città su cui avevo più aspettative (tutti a dirmi “Oh che meraviglia che è”). Interessanti i quartieri come Mission (con i suoi murales e l’accogliente Dolores Park), Haight-Ashbury (metà hippy anni ’70, metà altoborghese). Caratteristiche Japantown e Chinatown. Brutta North Beach, inutile il Fisherman’s Wharf. Nel complesso una città grande e molto varia, ma alla fine è risultata quella che mi è piaciuta di meno, pazienza.

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