C’è stato un momento, a fine degli anni 90 e inizio degli anni zero, che il rock’n’roll scandinavo (nelle sue varie declinazioni) era una cosa grossa. Sarà per merito di una serie di gruppi che si sono trovati quasi contemporaneamente a dividersi scena e pubblico, ascolti e articoli. Sto parlando di una serie di gruppi che ho ascoltato molto in quel periodo, magari non prestando la stessa attenzione a tutte le uscite ma in gran parte sì: sto parlando di Hellacopters, Gluecifer, Backyard Babies, (International) Noise Conspiracy, Hardcore Superstar (sì ok, ci sarebbero anche gli Hives e i Soundtrack Of Our Lives ma li lascio momentaneamente da parte).
Quei gruppi ho avuto il piacere di vederli almeno una volta dal vivo, tranne che per i Backyard Babies. Ho rimediato l’altra sera al Live di Trezzo. La band è in tour per promuovere il disco di ritorno intitolato “Four by four”. Un disco non imperdibile ma ero sicuro che dal vivo non sarei rimasto deluso ed è andata proprio così.
La serata tutta svedese è aperta dai Junkstar, trio rock’n’roll che fa quello che può per scaldare e portare nel mood giusto lo sparuto pubblico. Suonano mezz’ora e va bene così, di più avrebbero probabilmente stancato.
Intanto la gente inizia ad arrivare e quando salgono sul palco le Heavy Tiger il locale è pieno a metà. Le giovani ragazze, con le loro tutine rosse tutte uguali e le mosse coreografiche, mi hanno divertito tantissimo. Mezz’ora anche per loro, ma la loro miscela di rock’n’roll veloce, leggero, con i coretti, è stato sicuramente più gustoso rispetto a quanto proposto dalla prima band. Niente di nuovo, niente di sconvolgente, ma tanta energia, simpatia e buona musica che ha strappato più di un applauso e di un sorriso.
Il locale si riempie ed ecco salire sul palco i Backyard Babies, accompagnati dalle note di Welcome to the jungle, una dichiarazione di intenti e soprattutto di tamarraggine, un po’ come i lampeggianti rossi e blu sul palco (per l’uscita di scena hanno invece scelto My way nella versione di Sid Vicious). Si parte con il singolo Th1rt3en or nothing e da lì a seguire una scaletta molto varia. 17 pezzi, qualche sbavatura compensata da una voglia di dare il 100%. Band in forma e pubblico che ha risposto alla grande. Dregen sempre più tamarro e con un basco inguardabile, bassista che ha suonato tuto il tempo con indosso un chiodo (non sarà mai più riuscito a toglierlo), e Nicke Borg che si presenta con uno smanicato con borchie che per fortuna poi ha tolto, rivelando sotto una canotta delle L7. Grande spettacolo per questa unica data italiana che ha lasciato sicuramente soddisfatti il pubblico e il gruppo. Bravi, grazie.
Piccola nota di chiusura: il banchetto del merchandising era in realtà piazzato all’esterno, all’aperto, al freddo, tutto appoggiato per terra. L’abbiamo trovato solo a fine concerto, stanchi e con poca voglia di controllare cosa c’era. Ed è un peccato perché i BB avevano tantissimi gadget (frisbee, tazze, carte da gioco, mutande, portafogli, bacchette della batteria, cover per smartphone e tablet, e via dicendo) oltre che cd, vinili, magliette. Delle Heavy Tiger non c’era più nulla (da quel che ho capito era già stato messo via tutto), dei Junkstar rimaneva solo il cantante lì vicino, in piedi e con un paio di dischi in mano. Ad aver avuto più tempo magari ne avrei approfittato. Inoltre, all’interno del locale c’era parecchio spazio, perché non piazzare la roba lì? Così tra un gruppo e l’altro qualche persona in più avrebbe sicuramente acquistato qualcosa. Mah.

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