Gli Shivas sono un gruppo rock’n’roll/surf di Portland e questo già dice tutto. “You know what to do” è un bel disco vecchia scuola, estivo e con alcuni pezzi alquanto spettacolare (Ride on e Stalking legs su tutti), eccovelo su bandcamp.
Scopro invece solo ora che i Giant Drag nel 2013 hanno fatto uscire un secondo disco intitolato “Waking up is hard to do”. L’ho sentito e tutto ciò che mi aveva fatto apprezzare il primo lavoro (“Hearts and unicorns” del 2005) qui non c’è e il duo si è sempre più spinto verso un pop rock alternativello con chitarre noiose e Annie Hardy che ha deciso di utilizzare una voce quanto più “bambinesca/stridulo/fastidiosa” possibile. Aiuto.
A proposito di voci femminili, non male “Feels like” (2015) dei Bully ma, a parte qualche pezzo dalla grande personalità, la forte sensazione è una sorta di estrema rivisitazione delle Hole in chiave un pelo più indie/alternative.
Ma parliamo dei Wilco: l’uscita di un disco con evidenti intenti di conquista dell’interweb (in quanto 1-gratis 2-intitolato “Star wars” e 3-con un gatto in copertina) ha spiazzato tutti e in senso molto piacevole. Musicalmente mi ricorda i Wilco dei primi tempi.
A proposito di robe spiazzanti: non m’aspettavo l’uscita di un disco dei Frames. Ok, è un best of ma è riuscito lo stesso a darmi un sussulto: si intitola “Longitude” e tra le altre cose contiene un pezzo nuovo(?) intitolato None but I e due tracce riregistrate (People get ready e Fitzcarraldo), ma è riuscito lo stesso a darmi un sussulto. Nonostante l’uscita sia stata pubblicizzata come un festeggiamento dei 25 anni della band, è evidente che il progetto sia chiuso oramai da tempo (anche se sono sicuro che avrebbero ancora tantissime cose da dire, peccato).

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