Evviva (per non dire “Cribbio ci risiamo!”), torna una delle mie (e vostre) rubriche preferite!
Stavolta si parla di “Da qui”, il capolavoro dei Massimo Volume che Scaruffi magistralmente definisce così (però prima di leggere sedetevi, per favore): “in generale, come in tutto il disco, si denota un deciso calo nella incisività della poetica testuale, molto più accanita e brutale in passato, ora diventata anche lei minimale ma anche più blanda e offuscata”.
Oh Piero.

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