Ho finalmente ascoltato “Morning phase” di Beck, il disco del 2014 con cui il giovane esordiente inglese (cit. la stampa italiana) ha vinto ben tre Grammy (premi inutili, sia ben chiaro).
È un lavoro sontuoso, bello.
È un opera molto unitaria, omogenea (non c’è la schizofrenia eclettica di altri suoi album) ma non noiosa o ripetitiva. Anzi, è vivace e piena di dettagli. Elegante nella sua interezza come nelle singole parti.
Un disco che a quanto pare è piaciuto a tutti.
Anche a me, molto.

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