Questo post nasce da uno scambio di pareri su Twitter ma mi sembrava interessante scriverci anche un post focalizzandomi su un fenomeno peculiare: sto parlando di quei gruppi che decidono di far uscire un disco in un solo formato particolare, nello specifico la vecchia audiocassetta. Eggià, dovete sapere che ci sono addirittura delle etichette specializzate in questo (alcune sono citate qui). Oh, c’è gente che ci fa anche le classifiche a tema (altra cosa senza senso, la musica dovrebbe essere giudicata indipendentemente dalla modalità di riproduzione e ascolto)!
Pur essendo spesso un soggetto nostalgico, a me tutta questa cosa pone dei problemi, delle domande e anche del disagio. Sì, perché la musicassetta è oggi un feticcio fisico oramai inascoltabile e, nel curioso caso che abbiate ancora un mangianastri, rimane un supporto di infima qualità.
Ciò mi fa sorgere principalmente una domanda: perché un musicista dovrebbe far uscire le sue canzoni in un formato tale che ne pregiudica l’ascolto alla maggior parte delle persone? Venendo all’osso: perché un musicista vuole che la sua musica non venga ascoltata?
Non si sa.
Le possibilità sono:
-è scemo
-se la tira
-è scemo E se la tira
-crede che la gente non sia degna di ascoltare la sua arte
-è talmente menoso che ricorre al non plus ultra dell’hipsterismo
Mi è stato detto testualmente che “il mercato dei nastri non è hipster ma è musica fuori asse e di supernicchia, fuori dal mercato tradizionale”. È un discorso che, per quanto detto sopra, secondo me non ha senso, per cui lo prendo come una somma delle possibili risposte elaborate.
Per concludere: ho appena scoperto che i Limp Bizkit qualche mese fa hanno fatto uscire un singolo solo in cassetta. Mi gira la testa e non so più in che anno sono ma va bene così!

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