L’altra sera sotto il palco della Salumeria Della Musica c’erano più fotografi seri che ogni altra tipologia di persone. Vorrà dire che le aspettative e l’entusiasmo mediatico per la ragazza del New Jersey sono maggiore di quello che mi aspettassi? Probabile.
Intanto c’è da dire che il mio di entusiasmo era alto sia a inizio sia alla fine del concerto. Sharon Van Etten che, accompagnata da 4 musicisti, ha confermato le doti di grande capacità di scrittura dei pezzi, ha dimostrato che dal vivo sa portare avanti un gran concerto e di saper usare ottimamente la sua voce con quel tono così particolare ed emozionante che mi aveva già conquistato la prima volta che l’ho sentita. Ha anche dimostrato di essere simpatica e (ma magari è solo un’impressione) di essere una ragazza assolutamente alla mano.
Se devo fare quello che si lamenta per forza di qualcosa allora punto il dito alla scarsa durata del concerto (un’ora e un quarto? Si poteva fare decisamente un po’ di più) e al fatto che nella scaletta mancava Every time the sun comes up (che io adoro) ma rimango comunque soddisfattissimo.
(qui su OnStage una bella recensione della serata)

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