Ammetto di essere andato al concerto di Thurston Moore quasi completamente impreparato: dell’ultimo disco, “The best day”, avevo infatti solo ascoltato la title track e poi nient’altro. Senza troppe paure confidavo nelle capacità dello spilungone sonico e nei musicisti che attualmente collaborano con lui.
E infatti sono rimasto soddisfatto. Anzi di più perché è stato un concerto davvero esaltante sebbene di durata risicata (un’ora e un quarto è davvero poco per gente di quel livello). C’è da dire che la formazione è spettacolare, a partire dalla base ritmica potentissima (l’onnipresente e sempre indispensabile Steve Shelley + Deb Googe): compatti, potenti, un macigno sonoro che non sentivo da parecchio. Ed è stato anche bizzarro ascoltare per la prima volta dei veri e propri assoli in una canzone di Thurston Moore (il merito va all’altro chitarrista James Sedwards). Insomma, applausi a scena aperta per una scaletta di soli 8 pezzi ma tutti piuttosto lunghi, incentrata quasi totalmente sull’ultimo disco con l’eccezione nei bis lasciata a Pretty bad e all’ormai classico Ono soul.
E a proposito di “The best day” l’obiettivo era tornare a casa con il vinile. Tutti però a quanto pare hanno avuto la mia stessa idea per cui ho dovuto accontentarmi della versione in cd. Però al fascino del Lp oramai non so resistere e in quel formato ho comprato l’omonimo disco dei Chelsea Light Moving uscito nel 2013.

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