Pensavo di aver scritto in passato un post sugli Earth invece non c’è traccia di loro sul blog. Ed è un peccato, per cui recupero subito parlando del loro ultimo e ottavo disco intitolato “Primitive and deadly”: 5 pezzi di sludge doom psichedelico la cui ripetitività è qui usata come mezzo fondante e spina dorsale, indispensabile e non ridondante.
Si inizia subito bene con Torn by the fox of the crescent moon, strumentale. Poi a seguire There is a serpent coming, primo dei due pezzi con Mark Lanegan ospite alla voce (il secondo è la traccia numero 5, Rooks across the gate. In entrambi ha fatto un gran bel lavoro).
Il terzo brano, From the zodiacal light, è quello che però fa ancora di più la differenza: 11 minuti e mezzo di sfasamento onirico e ultraterreno con Rabia Shaheen Qazi (dei Rose Windows) alla voce. Un pezzo esaltante e sognante allo stesso tempo, colonna sonora di un viatico misterioso e affascinante.
La strumentale Even hell has its heroes e l’ultimo pezzo già citato chiudono il cerchio.

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