Finalmente posso dire di aver visto i Motorhead almeno una volta nella vita. Il concerto di ieri sera poi ha portato anche altri record nelle mie classifiche concertizie, tra cui:
* più alta varianza nell’età dei partecipanti (da attempati rocker fino a bambini)
* artista sul palco con età anagrafica più elevata (i 68 anni di Lemmy)
* maggior percentuale di presenza di magliette/felpe indossate tra il pubblico relative alla band in procinto di suonare (le t-shirt dei Motorhead erano almeno il 70%. Ovviamente io ne avevo una diversa per la ben nota “Legge delle magliette ai concerti” e, se vi interessa, era quella dei Tool).
* peggior rapporto prezzo del biglietto / durata del concerto (40 euro per circa 70 minuti. Al secondo posto gli Strokes nel 2002 con 21 euro per 50 minuti).
Ma veniamo all’esibizione in sé: il trio parte bene come scaletta (Damage case + Stay clean) ma male come impatto. Lemmy sembra mostrare già la corda e ho davvero paura che nemmeno riesca a finire la serata. In realtà poi la situazione migliora visibilmente, grazie anche a due momenti assolo piazzati strategicamente per farlo rifiatare: prima Phil Campbell che si esibisce da solo con risultati tutt’altro che eclatanti, qualche pezzo dopo tocca a Mikkey Dee e va decisamente meglio. Lemmy comunque fa fatica e il gruppo non suona così veloce come mi aspettavo. La chiusura con Ace of spades + pausa + Overkill è telefonatissima ma va bene così, probabilmente non si poteva chiedere di più da questa prima data del tour.
Piccolo p.s.: vedere Lemmy così fa male, soprattutto perché fino a un anno fa mi sembrava immortale. È un po’ come rendersi conto che tuo padre invecchia e che niente è lo stesso per sempre.

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