Le foto nel mondo della musica sono un’altra di quelle cose considerate accessorie ma in realtà indispensabili, soprattutto se si parla di foto ben fatte, emozionanti, con una storia dietro o che comunque sappiano cogliere il momento.
Peccato che spesso i fotografi non siano considerati persone degne di rispetto, nonostante si parli di professionisti il cui lavoro è proprio quello di immortalare tutto per il meglio. Tra le tante brutte storiacce che in questi anni ho letto, magari frequentando qualche forum di fotografi da concerto, ecco due esempi recenti (di aprile) e accaduti a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi riportati dal sito Petapixel: in entrambi i casi si nota l’ignoranza da parte di musicisti e manager di qualsiasi minima nozione del diritto d’autore nonché delle basilari regole di educazione, di contro la spocchia è ai massimi livelli.
Le storie sono questa e questa e, badate bene, non sono un caso isolato. Con lo sviluppo dei social network e della fotografia digitale il lavoro del fotografo ha iniziato a venire in larga parte sottostimato (senza dimenticare tutti i problemi legati al ‘prendo una foto e la spaccio per mia’ e via dicendo). Alcune riviste/alcuni siti esteri hanno addirittura preso la decisione di non appoggiarsi a fotografi per ricorrere alle fotografie fatte da gente del pubblico. Peccato che la differenza è abissale tra un fotografo capace e professionista e gente con un telefonino in mano sia abissale, basta osservare qualche scatto per accorgersene.

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