Prima volta al “Je t’aime – Summer student festival” di Padova: bella location, ottima organizzazione, cibo e birra ottimi. L’unico problema le nutrie (che però non si sono fatte vedere) e un umidità da uccidere anche un marinaio bagnato.
Ma sono dettagli, perché i nomi della rassegna sono interessantissimi (qui il programma, ci sono anche i Pond!) e ieri toccava a Lee Ranaldo & The Dust. Come non andare a vederlo dopo la bellissima doppietta dell’anno scorso? E anche questa volta è andata più che bene.
Arriviamo giusto in tempo di gustarsi Lee che fa un giro in bicicletta e poi il soundcheck. Uno spritz, una sbirciata alla scaletta (che verrà poi stravolta) ed è già ora di cena a base di polenta. Giusto il tempo di non digerirla, di vedere come al solito Steve Shelley dietro al banchetto che dispensa saluti, sorrisi e strette di mano che è già ora di salire sul palco. Bel concerto, suoni ottimi, tanta gente. Le canzoni partono come da programma (anche le tanto attese Lecce, leaving, Off the wall, Xtina) poi la direzione cambia, niente Angles ma due cover (la già sentita Revolutionary blues di Neil Young e Mannequin dei Wire) e chiusura affidata alla lunga Blackt out.
Grande serata.

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