“Searching for Sugar Man” è un documentario del 2012 che parla di una delle più assurde storie nel mondo della musica che io abbia mai sentito: Sixto Rodriguez, ex cantautore folk blues americano, due dischi ad inizio anni ’70, zero successo e carriera finita subito, diventa inspiegabilmente una superstar in Sudafrica più famosa di Elvis e dei Rolling Stones. Merito del caso, delle rivolte contro l’apartheid, delle sue canzoni. Lui è ignaro della cosa fino alla seconda metà degli anni ’90, d’altra parte in Sudafrica sono convinti che sia morto da tempo per cui nessuno ha la minima idea di contattarlo. Ma per fortuna un giornalista musicale e un fan decidono di indagare su quel musicista misterioso ma allo stesso tempo per loro importante e affascinante e tutto si svela con un bellissimo lieto fine con tour celebrativo annesso.
Il documentario (vincitore tra l’altro di una sfilza di premi tra cui l’Oscar 2013 come miglior documentario) di per sé non è tra i migliori come fattura e solleva qualche interrogativo che rimane senza risposta (il giro di soldi delle royalties non spiegato, i dubbi sui nomi legati agli autori delle canzoni, ecc.), la storia però merita assolutamente di essere conosciuta.

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