“Hype!” è un bellissimo documentario del 1996 di Doug Pray sulla musica di Seattle, partendo dall’underground anni 80 alla poi successive esplosione grunge. Essendo del 1996 ancora tanta acqua (e tanti cloni e tanta gente che saltava sul carro dei vincitori) doveva passare ma rimane un documento eccezionale di cosa è successo quegli anni, perché e in cosa è sfociato. Tantissime interviste (Jack Endino in primis, ma anche Kim Thayl, Eddie Vedder, Mark Arm, Bruce Pavitt e Jonathan Poneman, Van Conner, Tad Doyle, Susan Silver e compagnia bella), tanti spezzoni di concerti e documenti video “d’epoca”.
Una cronaca fedele di quel che è successo anche se in alcune parti lacunosa, su tutte il fatto di far risaltare la Sub Pop come uno di motori creativi dell’esplosione (cosa vera) ma senza parlare della sua velocissima crisi (già a partire dal 91-92).
Interessante e folle la Seattle post-esplosione commerciale, una città che viene descritta come “un centro commerciale alle 5:45 della vigilia di natale con chiusura alle 6, pieno di gente impazzita che compra regali a caso”. E quindi ecco tutti i correlati dell’esplosione:
-vendita di abbigliamento a tema con terribili spot correlati (anche dell’accoppiata calzamaglia + pantaloncini corti oltre che delle immancabili camicie di flanella a quadrettoni)
-giornalisti che pur di fare anche il minimo scoop finivano per intervistare cani e porci e incappare in trollate divenute oramai famose.
-etichette piccole che iniziano a mettere sotto contratto qualsiasi band, anche mai apparsa dal vivo, per poi rivenderle alle major e farci i soldi.
-major che oramai tentavano di vendere quanto più possibile certi gruppi solamente perché di Seattle.
-programmi tv di qualsiasi tipo con riferimenti al fenomeno (gag del SNL, giochia  quiz con domande su gruppi grunge ecc).
A vederle tutte insieme una cosa abbastanza agghiacciante da un lato, talmente assurda da riderci sopra dall’altro. Un rockumentary però assolutamente da guardare con attenzione, ironia e con un pizzico di nostalgia.
Piccola nota: ad un certo punto un intervistato, parlando della miriade di gruppetti di fine anni ’80 a Seattle, mostra un programma fatto da lui per tracciare gradi di parentela, albero genealogico e legami tra le varie band. Un sito simile esiste e si chiama Band To Band. Buon divertimento.

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