Come definire il buon Mark Lanegan se non stakanovista? Negli ultimi anni ha fatto uscire “Blues funeral” (2012) e “Dark Mark Does Christmas 2012” (un ep natalizio di cover a tema).
Solo nel 2013 a suo nome ecco “Imitations” (disco di cover ideale proseguimento di “I’ll take care o you” ma non così efficace), “Black pudding” (lavoro in duo con il bluesman tuttofare Duke Garwood) e alcune collaborazioni come quella con i Qotsa e quella con Moby, con il quale ha anche fatto uscire per il Record Store Day un ep intitolato “The lonely night”.
Ma non è finita: a gennaio ecco “Has God Seen My Shadow? An Anthology 1989-2011”, doppio greatest hits con ben dodici inediti ed è accompagnato da un libretto di 44 pagine. Per mettere bene in chiaro che non si lascia pregare e non ha intenzione di risparmiarsi.
Ciliegina sulla torta è la collaborazione ad un progetto futuro intitolato “Last box of sparklers”, doveroso tributo non profit a Mark Linkous attualmente fermo in attesa di fondi. Lanegan canterà la mia amatissima Spirit ditch (e giù lacrime) e sarà in ottima compagnia, visti i nomi di tutto rispetto (Mercury Rev, Flaming Lips, Califone, Jason Lytle per esempio). Ulteriori informazioni sul progetto (e un paio di altre cover) li trovate qui su Pitchfork.

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