Quando sono in vacanza mi piace comprare giornali di musica (o simili) che solitamente non leggo mai. Se vado all’estero è più divertente e c’è più scelta, in Italia meno ma mi accontento. Quest’anno però in Alto Adige è stato abbastanza difficoltoso: a quanto pare i giornali di musica (o simili) sono banditi dalle edicole, anche quelli più famose e perfino a Bolzano sono rimasto con la bocca asciutta. Solamente in un’edicola di Vipiteno sono riuscito a trovare Rolling Stone che rimane un giornale di moda musicale (quindi rientra nella categoria “o simili”) ma per 3,50 euro non si può chiedere di più visto che almeno le foto sono belle.
Ma parliamo della rivista in questione: in copertina a caratteri cubitali la scritta “100 best songs ROCK vs. RAP”. La cosa ho scoperto che si articolava in 4 punti che ora esplicito:
-Classifica delle 50 best rock song – In testa Whole lotta love, a seguire la più banale classifica di canzoni (solo singoloni eh!) mai scritta in 22 pagine, che guarda caso è la stessa classifica che Rolling Stone pubblica un mese sì e uno no. Per dire di che schifezza stiamo palando, c’è pure dentro Creep dei Radiohead (e pure al numero 26).
-Classifica delle 10 migliori canzoni rock italiane – Me la cavo con poche pagine ma letali visto che al numero uno c’è Siamo solo noi. Mi viene la nausea.
-Classifica delle 50 best rap song – L’unica classifica presa paro paro da RS Usa e si capisce. La buttano sul facile e fanno il compitino.
-Classifica delle 10 migliori canzoni rap italiane – A sorpresa non c’è RapputQuelli che benpensano, bensì Fight da faida (salvati in corner). Peccato per il resto. E per fortuna che scrivono “10 classici necessari per capire il fenomeno” (e allora spiegatemi perché per esempio c’è Emis Killa e non i Casino Royale o Neffa solista).
Insomma, una cosa trita e ritrita da strappare solo sbadigli mischiata a scelte da mtv anno 2013 (quindi a cazzo). Tre classifiche su 4 sono state fatte dalla redazione italiana e sono quelle che si possono definire solamente come porcate immense.
Ok, me la sono cercata e visto che ho già dato di stomaco quasi mi fa ridere l’articolo successivo “Rock vs Rap” dal punto di vista dello stile. Ma è appunto una rivista di moda musicale quindi ok.
A proposito di stampa musicale a settembre è uscito il nuovo Rumore. Leggo che è completamente rinnovato, è cambiata la linea editoriale, l’editore e il direttore (Sorge però rimane come collaboratore). Visto che le ferie sono finite decido di provare ad acquistarlo, visto l’affetto per quella rivista. Provo 4 posti. Non ce l’ha nessuno.
Al quinto tentativo va peggio:
-Scusi, avete “Rumore”?
-Cosa?
-“Rumore”
-Cosa?
-“Rumore”
-Umore?
-No “Rumore”, è un giornale di musica.
-Mai sentito in vita mia.
Evabè, non sono riuscito a rispondere all’interrogativo “È valido il nuovo Rumore?”. L’unica cosa che posso dire è che ad essere sincero per un giornale che vuole veicolare il proprio rinnovamento la scelta di mettere in copertina i Clash (per quanto ai Clash vada sempre il mio rispetto) è un po’ un controsenso. Se qualcuno l’ha letto mi dia qualche info.

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