Avevo grandi aspettative per il nuovo disco dei Motorpsycho, “Still life with eggplant”, fomentate soprattutto da qualche dichiarazione dei norvegesi che faceva intravedere un disco più compatto e meno prog rispetto agli ultimi tempi.
In parte la cosa è stata confermata ma l’ho ascoltato e mi piange il cuore dirlo: viste le premesse e le loro capacità mi aspettavo davvero molto di più. Sembra un disco un po’ raffazzonato, delle 5 tracce (ma per un totale di 45 minuti) la seconda intitolata August è la migliore ed è una cover, la terza (Barleycorn) non è male. I problemi vengono dal primo pezzo di oltre nove minuti (Hell, part I-III) ma senza la grinta necessaria. Peggio ancora è Ratcatcher; 17 minuti di noia in cui i Motorpsycho dimostrano di non avere la lucidità dimostrata nei dischi precedenti nel portare a casa una composizione così lunga in maniera convincente. E The afterglow? Mah.
Cari ragazzi, facciamo che sarà l’unico disco che non troverà posto nella mia mensola (e questo un po’ mi fa male). Voi intanto prendetevi un po’ di riposo e riorganizzate le idee che stavolta ce n’è davvero bisogno.

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