* Chelsea Light Moving – s/t (2013): un lavoro non male, piacevole, con buoni pezzi e tanto entusiasmo. Niente di innovativo o rivoluzionario eh, ma non penso che Thurston Moore avesse in mente di fare un album di rottura, piuttosto quello di divertirsi e tirare fuori buone canzoni, recuperando suoni e stili molto anni 90. Se penso a questo disco e a quello di Lee Ranaldo dell’anno scorso trovo molte affinità di mood, ma non riesco a non immaginare che se questi due avessero unito le idee e le canzoni per mettere insieme un lavoro unico ne sarebbe uscito l’ennesimo capolavoro.
* Last Days Of April – “79” (2012): devo ammettere che dal nome mi davano il sentore di una band post hardcore/emocore invece ‘sti ragazzi svedesi fanno tutt’altro e hanno pure una discografia di tutto rispetto. Melodie delicate ma frizzanti come le temperature primaverili e gentili come le prime piogge. Con qualche sorpresa lungo il tragitto come Where we belong e le sue distorsioni saturissime. Un disco indie pop molto anni novanta, piacevole e coinvolgente.
* Suede – “Bloodsports” (2013): quella degli Suede è stata una reunion che ha ripreso il discorso esattamente da dove si era fermato, se no addirittura a qualche anno prima (“Dog Man Star”/”Coming up”), e questo è da vedersi in ottica positiva. Il disco è bello e tra le 10 canzoni ci sono tracce davvero interessanti.
* Thony – “Birds” (2012): carino, piacevole ma per adesso nulla di più. Merita comunque un ascolto. Speriamo che questa cantautrice italiana dal nome d’arte terribile (mi viene sempre da pensare alla Trony) ma dal piglio internazionale possa fare il salto di qualità.

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