Anche voi avete notato che il rap italiano attuale è di un livello bassissimo? Dal punto di vista musicale le basi sono di una pochezza incredibile mentre invece dovrebbero spaccare i culi, essere esplosive per definizione; dal punto di vista dei testi è peggio. E basta accendere una qualsiasi radio per capirlo. Le ottime eccezioni arrivano da chi interpreta l’hip hop in modo anticonvenzionale, per esempio gli Uochi Toki (più volte citati in questo blog).
Un altro esempio (anche se diametralmente opposto rispetto a Napo & Rico) è quello rappresentato dai Lolocaust, soprattutto dal secondo disco uscito da qualche giorno e intitolato “Homocaust”. Si tratta di una crew di troll, brutti, sporchi e cattivi. I loro testi sono sessisti, rozzi, maleducati e tanto volgari (il loro tema preferito è il cazzo, il secondo è il sesso). Ma il livello è alto, l’intento parodistico è abrasivo (“Vorrei essere come questo ritornello che basta l’autotune e diventi bello” ma anche il resto di Bella figca), le citazioni fulminanti, le basi ruzzano e non bisogna offendersi (soprattutto se siete donne, omosessuali, ebrei, extracomunitari o ragazzi di Trento) ma ricordarsi che lo stanno facendo nel nome del lulz. E lo fanno anche benissimo, basta ascoltare pezzi come Stupido, Ho il cazzo come o La canzone che non fa ridere.
Oh, li ha citati anche Catastrofe!
Il disco è possibile ascoltarlo in streaming sul loro bandcamp e scaricarlo tutto ad offerta completamente libera.

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