Gli Yo La Tengo mettono in scena l’incredibile offerta del prendi 2 paghi 1. Due set all’interno dello stesso concerto, con pausa e sbattimento dei tecnici di palco annesso. Insomma, i 3 di Hoboken si fanno anche da gruppo spalla. Tutta sta manfrina per dire che ieri sera al Limelight di Milano il concerto era diviso in due parti:
* Quiet set: è durato circa 45 minuti, canzoni lente, d’atmosfera, senza alcuna distorsione, coi musicisti (e gli alberi di compensato) a bordo palco, vicini al pubblico, affiancati. Non male anche se troppo quiet tutto assieme per i miei gusti.
* Pausa di circa mezz’ora in cui il palco è stato ridisegnato secondo i classici dettami della batteria centrale ma dietro e gli altri due davanti.
* Loud set: se la parte tranquilla aveva rischiato di provocare sonnolenza, la seconda ha svegliato probabilmente anche il più tenace narcolettico. Un’ora e mezza circa di distorsioni feroci, volumi altissimi, armonie disarmoniche e dissonanze d’una bellezza incredibile.
Era la prima volta che li vedevo dal vivo e, soprattutto nella seconda parte, sono rimasto a bocca aperta. Dal vivo dimostrano ancora di più di essere degli antidivi. Tranquilli, poche parole, nessuna scenata da rockstar ma tanto rumore. Sono trent’anni che fanno quello che vogliono davvero fare e dal vivo questa cosa esce alla grande.

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