Ma parliamo (in modo insolitamente lungo) dell’argomento che sta tenendo banco questi giorni: il papa, la neve, sanremo?
No, Spotify.
Prendo per scontato che almeno tutti sappiate minimamente di che si parla, nel caso due parole: è un servizio che consente di ascoltare musica in streaming e con un database enorme. Lo sto provando proprio adesso e ci sono una serie di cose da dire:
1-La parte economica: l’account free consente per sei mesi di ascoltare illimitatamente musica a qualità decente però ci sono degli spot infilati qua e là. Scaduti i sei mesi il tempo si riduce a 10 ore al mese. Una miseria. L’alternativa è il profilo Unlimited (4,99 euro al mese e tempo illimitato) oppure quello Premium (9,99 al mese e anche altre pinzillacchere minori).
2-Gli spot: mai provato niente di più fastidioso. Ascoltare musica per me è un piacere immenso e sentire due o tre inserzioni commerciali in mezzo ad un disco rovinano tutto. L’unica cosa sarebbe abbassare il volume (ma non del tutto altrimenti lo spot va in pausa).
3-È possibile iscriversi anche se non si ha un account faccialibro ma in questo caso sappiate che sarete utenti di serie B: intento niente profile pic. C’è pure una grossa sezione “Amici” che rimarrà inutilizzata se siete dei poveri stronzi senza profilo FB (o che non vuole collegare Spotify al social network del male) perché dopotutto i veri amici sono lì e voi siete invece dei miserabili che dovete soffrire. Aggiungere altri utenti in modalità non-FB diventa quindi più difficoltoso.
Poi vedremo cosa scoprirò in seguito.
Per ora la domanda è: Spotify può davvero migliorare la mia fruizione musicale? Ci sono dei motivi per cui mi sento incoraggiato ad usarlo?
Diciamo che c’è dentro tantissima roba, anche dischi che non sono mai riuscito a trovare in nessun modo (nemmeno fisicamente). Questa è un’ottima cosa ma per adesso tendo a rispondere no ad entrambe le domande. Questo per vari motivi personali:
-attualmente è facilissimo trovare in streaming in modo assolutamente legale e gratuito tanti dischi che mi interessano. Bandcamp, Soundcloud, Gogoyoko, Youtube. Tanti modi, a zero spese e senza spot a rovinare ascolto e atmosfera. E non sto parlando solo di piccoli gruppi, eh!
-ascoltare al pc per me funge solo da assaggio, un modo per capire se l’artista mi piace, il nuovo disco mi soddisfa. È utile per decidermi sul comprare un album oppure no, se andare ad un concerto o meno.
-perché spendere 10 euro al mese per spotify quando quei soldi li posso impiegare nell’acquisto (più soddisfacente) di musica in formato fisico? Siti in cui comprare musica a prezzi bassissimi ci sono e sono ben organizzati.
-poi c’è un problema diciamo etico che devo approfondire meglio. Leggo che “Il servizio è stato accusato di fallire nel compensare adeguatamente gli artisti indipendenti. Le etichette indie (al contrario delle major) non ricevono alcun avviso, non ricevono alcun minimo per ascolto, ma ricevono solo il 50% delle pubblicità con base rateale”. Una bella infografica può chiarire le idee.
Restringo il campo: voglio davvero supportare un servizio che non è indispensabile e che è affiliato a Facebook e alle major? Ho grandi alternative, sceglierò quelle.
Queste sono solo considerazioni iniziali scritte di getto. Vediamo come si evolve la questione. Sono però curioso di sapere i vostri commenti in merito.

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