Ecco un riassunto rapido di un po’ di dischi del 2012 ascoltati da un pezzo ma che per un motivo o per l’altro non riuscivano ad avere un post tutto loro:
Alt-J – “An awesome wave”: il gruppo inglese che in questi ultimi mesi è sulla cresta dell’awesome onda internettiana. Già fra un paio ci si dimenticherà di loro. Un po’ come il loro disco: al primo ascolto diverte. Poi basta.
The Perris – “Universi piccolissimi”: i primi due commenti (troppo) acidi ascoltando il disco sono stati “Ah, ora ho capito perché pagavano la gente perché lo scaricasse!” e “Invece di investire sulla promozione non era meglio investire alla fonte, ovvero sulla qualità dei pezzi?”. Che poi il disco non è brutto, ci mancherebbe. Solo tanto noioso.
Sigur Ros – “Valtari”: un bel lavoro. Compatto e sognante. Da parte mia trovo sempre più difficoltà ad approcciarmi generalmente al post rock o derivati simili ma di fronte ad un lavoro così non posso fare altro che godermelo e basta.
Jack White – “Blunderbuss”: primo disco solista di Jack White. Non male ma è un lavoro troppo legato alle sue precedenti esperienze. Sì, è una cosa normale e gli ci vorrà tempo per creare un Jack White solista con una personalità tutta sua. Lui è un musicista in gamba e quindi non vedo perché non possa riuscirci già dal prossimo lavoro.

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