Ho ascoltato il nuovo disco dei Mono, “For my parents”, e il loro post rock strumentale è quello che definirei musica cinematografica per eccellenza: mi sembra perfetta come colonna sonora e la sensazione che avevo ascoltandolo era avere da un momento all’altro davanti agli occhi delle scene con Beat Takeshi sulla spiaggia, tipo “Sonatine” o “Hana-Bi”.
Perché Kitano? Perché i Mono sono giapponesi.
Perché cinematografici? Perché sì. E non a caso nelle loro influenze inseriscono anche Morricone e Lars Von Trier.
Se poi anche gli altri dischi sono così non saprei, ho iniziato da quest’ultimo ed è eccellente.

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