Un piccolo post veloce su quattro dischi femminili che ho ascoltato negli ultimi tempi, pescati in base a consigli, proposte in streaming e via dicendo:
* Gemma Ray – “It’s a shame about Gemma Ray” (2010): disco di cover dal titolo citazionista e divertente. Le canzoni scorrono bene e questa talentuosa ragazzotta inglese dà la sua personale e piacevolissima versione di sedici pezzi, una versione molto scarna con il solo ausilio della sua chitarra e di Matt Verta-Ray alle percussioni. Notevole la versione di Touch me I’m sick. Mi piace come canta anche e questo disco è l’unica cosa che ho ascoltato di suo (ha fatto altri 3 dischi, l’ultimo uscito proprio nel 2012 e intitolato “Island fire”). Consigli per qualcosa d’altro?
* Sharon van Etten – “Tramp” (2012): grazie a Luca per questo ottimo consiglio. Lei è americana e ha una bellissima voce suadente che tiene da sola in piedi 12 pezzi di cantautorato folk abbastanza classico. Give out è davvero bella, Serpents pure, In line è un trionfo, le altre tracce più che godibili. Che spettacolo (e anche qui chiedo: gli altri due album precedenti come sono?).
* Anna Calvi – s/t (2011): e vabbè, è dall’uscita nel 2011 che a distanza di tempo sto provando a sentire questo debutto omonimo di Anna Calvi ma per quanto non si possa negare la sua bravura nel suonare e nel cantare il lavoro è di una noia davvero mortale.
* Cat Power – “Sun” (2012): un disco sorprendente e davvero molto bello. Chan Marshall dimostra che sa scrivere canzoni che sanno come conquistarmi, adagiandosi delicatamente sulla superfice della mia pelle. Qualcuno parla di svolta elettronica ma “Sun” non è proprio una vera e propria rivoluzione nel suo stile, quanto una lenta evoluzione. Brava. Se avete voglia potete sentirlo in streaming su Gogoyoko.

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