Farò un mea culpa grosso come una casa: dei Motorpsycho ho tutto tranne il loro primo disco full lenght del 1991 (non c’era ancora Geb alla batteria). Il motivo è presto detto: nei primi tempi in cui li avevo scoperti qualcuno (ma non sono sicuro di ricordarmi chi, ma se lo becco…) mi aveva consigliato di lasciarlo perdere, descrivendolo come la versione più grezza dei pezzi metal presenti su “Demon box”.
Tanto preso com’ero dall’inseguimento di tutti gli altri loro dischi (e di tutti quei succulenti b-side) ho lasciato da parte “Lobotomizer” fino a qualche giorno fa: mi sono ritrovato tra le orecchie un potentissimo e ottimo disco pieno di hard rock e psichedelia. Tanta roba davvero e me ne sono da subito innamorato. Certo, già conoscevo Hogwash perché spesso riproposta dal vivo, ma sentire tutto assieme è davvero un piacere, soprattutto per chi ha voglia di un disco in un certo senso vecchio che recupera sonorità e cliché ancora più datati. Ma tutto fatto al meglio.

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