Ieri c’è stata la prima edizione (penso) del A Night Like This Festival, in un paesino vicino ad Ivrea che si chiama Chiaverano. Organizzazione molto buona, così come la gestione dei palchi (tre), degli orari (tempi perfetti, il primo ritardo si è visto alle 11 e mezza per problemi legati al maltempo) e delle bancarelle (divise per zone a seconda della tipologia. Voto 10 alle specialità toscane panigaccio e frisché della Locanda Del Panigaccio).
Se devo muovere un appunto non ho apprezzato tantissimo la scelta musicale (ahia! Però ci sarebbe da fare un discorso più ampio), i gruppi che più mi sono piaciuti ci sono sicuramente stati questi (in rigoroso ordine di esibizione):
* The Remington: sono milanesi e il loro folk rock è molto piacevole. Meritano sicuramente un ulteriore ascolto.
* Pocket Chestnut: diversamente dal concerto al Neverland qui c’è più gente e una testa di cavallo finta sul microfono. Il concerto è bello e loro si confermano molto bravi.
* Foxhound: sono quattro giovanissimi piemontesi (di cui uno si potrebbe definire come il Mauro Repetto della 6 corde visto che per la maggior parte del tempo balla invece di suonare) dediti ad un ottimo punk funk. Sono la sorpresa della giornata e la loro esibizione è il top tra quelle a cui ho assistito ieri. Se riesco a ribeccarli è d’obbligo acquistare il loro disco intitolato “Concordia” uscito da poco e di cui potete ascoltare qui il pezzo Criticize you.
* The Telescopes: devastanti e inquietanti. Bordate di chitarra, potenza della base ritmica e urla. Ma quanto è inquietante il cantante? Una bella botta, uno scossone per un festival tutto sommato principalmente leggero.
Peccato solo non essere riuscito ad ascoltare Be Forest e gli Aucan.

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