Ebbene è finito. Sto parlando del mio corso da fonico/tecnico del suono di cui avevo scritto anche qui.
Avete presente i fonici? Mah sì, dai! È il fonico, memore e laconico, il liquido amniotico, il programmatore di interfaccia audiosociale tra voi ed un gruppo di persone che senza amplificazione avreste ancora più difficoltà a capire. La casta dei tecnici, composta da esseri che fanno discorsi noiosi ed incomprensibili basati su termini e numeri, ma che programmano gli stimoli rimanendo invisibili o non udibili, come spiegano bene gli Uochi Toki nel pezzo I fonici (per ascoltarlo andate qui). Sono quelli che fanno il lavoro sporco e danno retta a qualsiasi esigenza capricciosa, il fonico alza il rullante, aggiunge più cassa, più campione, più chitarra, più voce, più master, più botta.
Dicevo del mio corso, durato due anni. Tanti mesi molto belli, di teoria e pratica, di tante informazioni da memorizzare e da applicate. Soprattutto tante scoperte e cose imparate.
Mi servirà quello che ho imparato? Direi di sì, anche solo come bagaglio di conoscenze.
Applicherò quello che ho imparato? Chissà, anche se non se sono particolarmente convinto. A meno che non mi chiami lui a lavorare qui e faccio le valigie al volo.
Ne approfitto quindi per consigliare Soundlite, una rivista bimestrale di settore, contenente articoli su tour, registrazioni di dischi, attrezzature, concerti, curiosità, problemi di palco, di strumentazione, di organizzazione, tutto dal punto di vista non del musicista (come solitamente succede) ma dei tecnici. La rivista può essere letta anche in pdf gratuitamente, magari ci trovate qualcosa che vi interessa.

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