“Lemmy” è il titolo di un film documentario uscito nel 2010. La trama è piuttosto semplice e come qualcuno scrive sarcasticamente su Imdb è riassumibile in: “it’s 2 hours of everyone saying how inspirational Motorhead was and talking about Lemmy drinking, doing meth, and buying nazi memorabilia”.
Fondamentalmente sì, è così e ciò non toglie che sia godibilissimo. I Motorhead sono quello strano caso di gruppo che piacciono a tutti perché sono rock’n’roll, blues, punk, metal e tutto questo assieme. E spesso prima di tutti gli altri. Allo stesso modo non ricordo un personaggio come Lemmy, talmente estremo e allo stesso modo tranquillo e anti-showbusiness.
La parata di star che suonano con Mr. Kilmister e che parlano bene del nostro baffuto rocker è impressionante (anche Jarvis? Ahahah, yeah!) così come brillanti sono gli aneddoti che lo vedono alle prese con le cose che più ama: le slot machine, il whisky, gli stivali, lo speed, i carri armati e in generale tutto ciò che riguarda le guerre (con le predilezione per le divise e i coltelli). E la musica e il suo amore per Elvis, Little Richard e i Beatles, la sua carriera nei Rocking Vickars e negli Hawkwind, il fatto di essere stato roadie di Jimi Hendrix.
La sua vita tranquilla in un appartamento a Los Angeles, scelto perché costa poco e posizionato vicino al suo locale preferito, la sua pacatezza e la gentilezza nel relazionarsi ai fan sono un bel contrasto con il suo essere the most bad-ass rock & roll mo-fo’s ever to walk on God’s green Earth.

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