Il Nerverland è da qualche anno appuntamento irrinunciabile che apre la stagione dei festival. E anche quest’anno non potevo mancare. Ecco tre nomi sui tanti che si sono esibiti, due che mi sono piaciuti particolarmente e uno no:
* Pocket Chestnut: suonano davanti a meno di dieci persone anche se meritavano sicuramente un pubblico più numeroso. Sono bravi e fanno un concerto di alto livello in condizioni non facili. E devo dire che anche il loro ultimo ep intitolato “Outness*” che ho acquistato ieri al banchetto è bello.
* Ultimo Attuale Corpo Sonoro: pesanti, taglienti, sono una botta, un pugno che colpisce duro al petto. Mi sputano in faccia con rabbia tutte quelle faccende che lo Stato italiano non ha voluto chiudere oppure ha voluto seppellire troppo presto, mettono alla luce quelle ferite esaltandole e rendendole ancora più vive con la loro musica, ricordano con rabbia. Per me una scoperta, una bellissima scoperta. Giù il cappello.
* Maria Antonietta: è difficile parlare di alcuni artisti per cui in giro si sono spese tante parole (molto pro e molto contro). Ho cercato di ascoltarla senza troppi pregiudizi e devo dire che il personaggio ci potrebbe anche stare (ragazzina disturbata alle prese con il cattivo mondo là fuori) anche se non è uno stile che mi piace. Sono proprio le canzoni che mancano totalmente e non è un caso che l’unico pezzo di fattura decente del set non sia stato suo. Alla fine come al solito finisco per concordare con AccentoSvedese che queste cose sa dirle meglio di me.

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