Colpevolmente non ho mai scritto a proposito di “Splendid isolation”, nuovo disco dei Sense Of Akasha uscito l’anno scorso. Forse perché non è un disco semplice e c’è voluto tempo per sviscerarlo. Forse perché l’ascolto iniziale (forse superficiale) non mi aveva colpito mentre già al secondo avevo gli occhi sbarrati e la bocca aperta.
Dei SoA ne ho già parlato: vengono da quel bellissimo posto che è Brunico ma scrivono musica universale che sembra provenire da mondi lontani. Purtroppo sono riuscito a vederli solo una volta live ma è stato un gran bel concerto.
Non è facile fare quel tipo di musica oggi, ma loro ci riescono benissimo.

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