Plastic vultures

Quando uscì la notizia ero eccitatissimo e, se avessi potuto, avrei acquistato il disco a scatola chiusa in quel preciso momento: un progetto intitolato Them Crooked Vultures facenti parti tre enormi nomi quali Dave Grohl, Josh Homme e John Paul Jones! Nota a margine: in generale a me questi progetti estemporanei/supergruppi da una botta e via piacciono tantissimo. Solitamente sono giocattoloni senza seguito ma non per questo meno divertenti o poco riusciti (caso di oggi escluso).
Poi a novembre 2009 esce l’album, ascolto il primo singolo intitolato Plastic fang (carino ma non così spettacolare come pensavo) e inizio a leggere giudizi poco lusinghieri. A poco a poco le recensioni negative aumentano e sconsolato lascio da parte i miei propositi.

Passa tanto tempo, arriviamo ai nostri giorni e finisce che un amico mi passa il disco. Ho potuto constatare che effettivamente il lavoro non è all’altezza delle aspettative: macchinoso, faticoso all’ascolto, poco digeribile. Un trio che sulla carta avrebbe potuto fare il disco dell’anno e invece le canzoni sono ben lontane dall’essere capolavori. Sembra quasi che l’involuzione subita da Homme negli ultimi anni abbia non si arresti nemmeno in compagnia di uno come Dave Grohl che notoriamente tocca oro ogni disco su cui suoni la batteria.

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