Coming home.

L’anno scorso me l’ero legata al dito: nel mio giro islandese avevo dovuto tagliare fuori quattro location di “Heima”. Una buona scusa per tornare a nemmeno 11 mesi di distanza su quell’isola in cui mi sento così a casa e visitare quel selvaggio territorio chiamato Fiordi Occidentali per aggiungere una spunta a tre delle 4 sugirrossiche ambientazioni:
* Isafjordur: la “capitale” dei West Fjord è accogliente, c’è sempre luce in ogni momento del giorno e non capisco se sono le 11 del mattino o di sera. Fanno la differenza una panetteria simpatica e un locale di poche pretese al museo del paese dove si può mangiare divinamente e scofanarsi di pesce cucinato in tutti i modi. Yeah.
* Selardalur: uno dei posti più assurdi che io abbia visitato in vita mia, un luogo in cui la bellezza del posto e la stranezza della location ti mette voglia di ridere, saltare, correre e fare un po’ il pirla. Sto parlando di un posticino alla fine di un fiordo accessibile solo tramite una stradina sterrata, in cui si trova la casa di un sedicente artista locale defunto da un pezzo (Samúel Jónsson), il suo museo autocostruito e le sue bizzarre statue che lo circondano. In “Heima” si vede bene la pazzia di un luogo del genere, ideale per girarci un video.
* Djupavik: è l’altro mio grande top place della vacanza: un posto incredibile, selvaggio e poco accessibile (46 km di sterrato sola andata non ve li toglie nessuno. Poi dovete anche tornare) in cui si trova un albergo aperto tutto l’anno ma soprattutto una fabbrica di aringhe abbandonata oramai da quasi 40 anni. I Sigur Ros avevano suonato in uno dei tre serbatoi d’acqua presenti, il fascino della location avrà certamente fatto dimenticare ai presenti la pessima acustica.
Manca sempre Asbyrgi ma.. ehi, chi dice che non ci possa ritornare ancora?
Per completezza di informazioni ecco il tabellino del viaggio con gli opportuni key facts:
– km macinati: 1600.
– di cui su sterrato: almeno 400
– volatili schiantatisi sul parabrezza: 1 (presumibilmente una sterna artica)
– animali rari mangiati con gusto: 1 (la balena)
– animali dai nomi stupidi mangiati a cena: 1 (l’eglefino)
– islandesi interpellati circa il Brennivin: 2
– di cui disgustati da esso: 2
– ragazze incrociate indossanti fuseaux e/o leggings: +infinito
– copie lette del Grapevine: 2
– cd comprati: 4 + 3
– cd ascoltati: molti di più
– concerti visti: zero (uffa! Se si eccettuano i brevi set al Café Rosenberg)

– cialde ingurgitate a colazione: ehm… burp.

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