Fratello, hai visto la luce!

A me è successo: un giorno ho visto la luce. Se siete cresciuti in una famiglia con ottime referenze e tradizioni dal punto di vista musicale (padri, fratelli/sorelle maggiori ecc) non avete vissuto l’esperienza di chi rimane musicalmente (ma non solo) completamente folgorato sulla via di Damasco e da lì intraprende una nuova vita.
Luca Castelli lo spiega bene nel suo “La musica liberata”, lui si riferisce a The fly degli U2 ma il discorso è quello:
“Il flash fu improvviso, fulminante. Quella canzone non era lì per caso. Evidentemente l’uomo in nero e i suoi tre amici  l’avevano scritta, registrata e spedita a Videomusic appositamente per me. Avevano voluto svegliarmi. E per essere davvero sicuri di raggiungere il loro obiettivo, ne avevano scritte anche altre. […] All’inizio è una sensazione di estasi pura, come se finalmente tu – giovane teenager  in cerca d’autore – avessi trovato ciò di cui avevi bisogno per entrare a far parte dell’universo. Come se quel tizio in pelle nera che parlava di stelle cadenti, artisti cannibali e poeti ladri fosse in realtà  il tuo Obi Wan Kenobi, sceso dalla galassia per indicarti la Forza. Poi, però, subentra qualcos’altro. La fame. Inizia  provare il desiderio assoluto di saperne di più, di avere di più”.
Ecco.
Non ho davvero nulla da recriminare ai miei genitori. Casa mia però era una dimora senza musica. Niente. Nulla. Gli anni delle medie e i primi delle superiori, i contatti con amici vecchi e nuovi e la visione di Mtv  mi avevano portato ad ascoltare di tutto, alcune cose belle, tante terribili. Finché un giorno sono stato anche io illuminato. Un fulmine a ciel sereno che da quel momento avrebbe cambiato la mia vita (non solo musicalmente, ma anche socialmente, a livello di idee e di atteggiamenti).
Quel pezzo era Wake up (un titolo perfetto per questa sensazione di risveglio, eh?) dei Mad Season, meraviglioso  e nuovo (a quei tempi) side project con Layne Staley alla voce. È stata proprio quella voce unica e quella melodia intensa e struggente della chitarra di Mike McCready ad avermi affascinato così tanto. Dopo quel pomeriggio a casa di uno dei miei migliori amici dell’epoca (grazie ancora M.) la canzone mi rimase in testa per qualche settimana, giorni di tranquilla vacanza montana coi genitori. Al mio ritorno ero deciso: la volevo. E volevo anche le altre. Da quel primo piccolo sassolino (diomio che disco quel ”Above”! E bella anche questa recensione) smosso è seguita una frana di proporzioni memorabili e la nascita di una grande passione.

A chi è successa una cosa del genere? Quale canzone ha fatto da detonatore?

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