We have to go back!

Può sembrare da pazzi tornare sull’isola a meno di un anno dall’ultima volta e con le faccende legate al fumo nero e quant’altro. Ma tutte le decisioni erano state prese prima che il vulcano dicesse la sua.
Tornare è quasi una necessità e mi sembra che sia passato fin troppo tempo.
Può sembrare folle basarsi ancora una volta su “Heima” e fare di tutto per visitare altre due location, forse le più bizzarre: 1) la casa disabitata dell’artista Samuel Jonsson a Selardalur con in giardino l’assurda riproduzione della fontana dell’Alhambra (wow) e 2) la fabbrica di aringhe abbandonata di Djupavik (ri-wow).
Può sembrare ancora più da fuori di testa arrovellarsi per sistemare i giorni del viaggio facendo in modo di avere tempo per passare almeno un pomeriggio al 12 Tonar (ovviamente uno dei punti cardine della vacanza) e almeno un weekend nella capitale per cercare di assistere a qualche concerto (le informazioni sono per ora carenti, speriamo all’avvicinarsi della partenza riesca a trovare qualcosa di preciso).

E intanto continua ad allungarsi la lista di dischi da acquistare o almeno da sentire in loco.

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