Primo maggio, terzo Neverland, secondo me.

Siamo giunti alla terza edizione del Neverland Festival. Dopo la roboante partenza del 2008 a Calusco e il tono minore (ma comunque interessante) del 2009 all’Amigdala di Trezzo, eccoci al Bloom di Mezzago. Ritorna la formula “due palchi, zero perdite di tempo”, le patatine e il panino con la salamella (quest’ultimo purtroppo non di eccezionale qualità). Tanta gente, ottima organizzazione, clima (umano/sociale) bellissimo (quello meteorologico non tanto). Ecco chi mi è piaciuto di più tra quelli che ho ascoltato:
* Bancale: bravissimi. Erano stati una delle sorprese dell’ultima edizione. Li rivedo qui in perfetta forma. Il loro connubio musica + rumori + testi è davvero eccellente (menzione d’onore al batterista). Peccato solo non essere riuscito a comprare il loro cd (se magari uno di loro tre stava al banchetto sarebbe stato più facile) ma spero di rifarmi tra un po’.
* Dino Fumaretto: canzoni surreali voce e piano che scoprono un lato diverso (tristemente buffo o buffamente triste) di vedere la vita. Se non avete mai visto Elia Billoni che interpreta le canzoni del grande Dino Fumaretto vi state perdendo qualcosa.
* Officine Schwartz: il loro set fa da colonna sonora al filmato dal titolo “Fern-fenster” proiettato in contemporanea. La parte visiva è inutile e noiosa. Per fortuna invece che le Officine Schwartz hanno creato una serie di suggestioni sonore/umoristiche che a poco a poco si sono trasformate in un viaggio.

* Mariposa: complimenti al gruppo di musica componibile che con un concerto bellissimo mi ha conquistato. Non è la prima volta che li vedo dal vivo, ma è sicuramente la migliore. Appena i sette musicisti prendono in mano gli strumenti si crea una specie di distorsione spazio/musical/temporale per cui generi, stili, sapori e colori distanti tra di loro confluiscono nel creare uno spettacolo unico. Giù il cappello.

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