Cosa si ascolta in Casa Felson?

Torna la rubrica preferita dal sottoscritto (quando non ha niente di interessante da scrivere). Beh, in questo periodo on air ci sono questi:
A Camp – “Colonia” (2009): Nina Persson si riconferma ottima autrice ed interprete di delizioso ed elegante indie pop. Dal vivo bravissimi ma anche in studio meritano e questo secondo lavoro ne è davvero la prova lampante.
Hardcore Superstar – “Bad sneakers and a piña colada” (2000): il video di Someone special era una delle hit che vedevo sempre su Superock (ricordate Julia Valet?). Ci ho messo anni a recuperare questo onesto disco di rock’n’roll, forse meno bello se comparato ad altri capolavori scandinavi del genere ma tutt’altro che da buttare, anzi!
The Dø – “A mouthful” (2008): si tratta di un duo pop franco-finlandese che mi aveva interessato con il singolo On my shoulders. Il disco è carino e cerca di raccogliere in 15 canzoni tantissime influenze e stili diversi (Queen dot kong sembra Eminem se non fosse per la chiusura salsa, Unissasi laulelet porta in primo piano ritmi tribali degni della più spinta worldbeat anche se è cantata in finlandese). Forse il frullato ha troppi ingredienti per filare via così liscio come dovrebbe ma per qualcuno questo potrebbe essere una buona cosa. Gli spunti validi però ci sono eccome.

The Young Knives – “Voices of animals and men” (2006): trio inglese che mi era stato consigliato da non-ricordo-più-chi le cui canzoni hanno effetti strani su di me, una volta non mi dispiacciono, risentendole mi annoiano, poi ancora li rivaluto e via andare. Direi che al quinto ascolto posso decidermi a lasciar perdere, non mi hanno entusiasmato come avrebbero dovuto.

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