Goodbye spider.

I’m so sick of these goodbyes: ieri 6 marzo 2010 Mark Linkous si è tolto la vita.

Mr. Sparklehorse mi ha regalato dischi bellissimi, struggenti ma pieni di vita, che ho consumato e su cui mi sono commosso più e più volte (“Vivadixie…” e “Good morning spider” su tutti) e un bel concerto (uno solo purtroppo) in cui ero lì a 30 cm da lui. It’s not a wonderful life, anche se Mark ogni tanto tentava di convincersi del contrario. Una vita segnata da musica e dolore, ricordate l’overdose di antidepressivi, droga e alcool e la perdita dell’uso delle gambe per mesi? Linkous viveva in un mondo tutto suo e ha deciso che era ora di tagliare i fili con questo (We’re just trying to be free of our bodies, our stomachs full of liquor and our lungs full of water, cantava) e così partire per un posto unico, accessibile solo a lui, un luogo chiuso nella pancia di una montagna e distante anni luce.

Ma io ricordo benissimo quello che mi dicevi: I’d walk to hell and back to see you smile on saturday. Ebbene Mr. Sparklehorse, tra esattamente sei giorni ti aspetto di nuovo qui, non voglio scuse.

(perché sto così male mentre scrivo queste cose?)

The parasites will love you when you’re dead…

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