A sangue caldo.

Finalmente.

Finalmente due dischi del 2009 che sto ascoltando in ritardo per mille motivi diversi ma ai quali adesso posso dedicare un post. Due lavori importanti (per vari motivi e sfumature) che per ora ho ascoltato relativamente poco (problemi di tempistiche… li ho presi due giorni fa) e su cui comunque ho deciso di scrivere a cadavere ancora caldo:

* Il Teatro Degli Orrori – “A sangue freddo”: ho letto tantissime cose su questo secondo lavoro del gruppo, non ero riuscito a farmi un’idea visti i giudizi diversi e a volte contrastanti. Mi trovo davanti un gran bel disco, più vario ma non per questo senza filo logico, magari non presenta quegli incredibili picchi del primo ma è qualitativamente più omogeneo. E comunque ragazzi, ad avercene di gruppi e dischi del genere. La logorrea di Capovilla è parò imperante e forse rischia di sminuire la parte musicale. Se “Dell’impero delle tenebre” era una rissa sanguinosa da bettola di periferia, questa è il post rissa, seduti al tavolo, faccia sanguinante, whisky in mano e in gola, invettive contro tutto e tutti e la prontezza di saltare ancora alla gola del primo che provoca troppo. (Incomprensibile la scelta di far iniziare il disco con una canzone che ha un minuto di unskippable effetto larsen… mi sa che salterò spesso quella traccia visto che comunque non lo fa impazzire)

* Stardog – “Oltre le nevi di piazza Vetra”: in tanti anni ho visto Manuel cambiare stile, pelle, modo di suonare e di cantare, riferimenti, lingua e compagni di avventura ma è rimasta sempre inalterata la sua passione e caparbietà nel portare avanti il progetto Stardog. Questo “Oltre le nevi di piazza Vetra” è un gran bel punto di arrivo, una tappa ma ovviamente non una fine. Canzoni che già conoscevo dal vivo qui su traccia non vengono sminuite, anzi l’eleganza dei dettagli salta ancora di più all’orecchio. Insomma per la serie: sapevo che mi sarebbe piaciuto, ma non avrei detto così tanto. Ottimo davvero.

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