Vita, morte, inchiostro & musica.

Tempo fa chiedevo consigli su romanzi rock (detto così suona malissimo). Li chiedo ancora e nel frattempo ho letto “Questa notte mi ha aperto gli occhi”, titolo italiano per “Dwarves of death”, romanzo di Jonathan Coe. Ebbene sì, è un romanzo in cui la musica gioca un ruolo fondamentale, non solo perché ogni capitolo è introdotto da una frase degli Smiths (quello sarebbero capaci tutti di farlo) ma per la storia ben orchestrata (ahah) di un pianista che vuole sfondare col suo gruppo ma che si trova invischiato in una triste storia amorosa e in un efferato caso di omicidio (le due cose non sono collegate), il tutto nel bellissimo stile di Coe (magistrale l’ultima parte!).

A proposito dell’accoppiata letteratura + musica, parliamo anche di “La morte di Bunny Munro” in cui l’accoppiata sta ovviamente nell’autore: Nick Cave. Dopo anni da “E l’asina vide l’angelo” l’autore cambia stile, registro, ambientazione, tempo per narrare la storia di Bunny Munro, egoista, bugiardo, alcolizzato venditore dipendente dal sesso (ma soprattutto con una passione/mania irrefrenabile per la “fica di Avril Lavigne”) e il suo rapporto con il figlioletto di 9 anni. A dir la verità il libro diventa davvero interessate da pagina 222 in poi. In precedenza le pagine sembrano scritte da un Palahniuk poco in forma, mentre finalmente l’ultima parte è gustosa. Un’opera non troppo riuscita secondo me.

Finiamo alla grandissma con “Musica rock da Vittula” di Mikael Niemi, un bellissimo romanzo di formazione narrato in prima persona, in cui un ragazzino che vive a Pajala, nel Tornedalen (regione all’estremo nord della Svezia, confinante con la Finlandia) scopre la vita, le tradizioni della sua terra e soprattutto il rock’n’roll. Un libro pieno di felicità e di ironia, di dolce nostalgia e di spassosa comicità. Un libro pieno di passione e meraviglia. Un libro da leggere assolutamente.

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